Il vecchio mulino
Antico caseggiato rurale
All’interno, il cuore tecnologico dell’opificio è racchiuso nell’originaria “sala della ruota”, un locale di circa 60 metri quadri caratterizzato da un arco in muratura, che ancora conserva il perno dove veniva innestato il palo di trasmissione che trasferiva il moto rotatorio dai ritrecini (le turbine idrauliche poste nel vano inferiore) alle macine situate al primo piano. L’accesso alla “sala della macina” avviene tuttora tramite una piccola e ripida scala originale.
I lavori di pulitura e ripristino hanno anche potuto riportare alla luce l’antico focolare in muratura e il suo caratteristico camino.
Il recupero
L’immobile versava in un grave stato di conservazione, con elementi strutturali lignei fortemente degradati e una porzione della copertura del fabbricato principale crollata, compromettendo la stabilità complessiva dell’organismo edilizio. L’intervento ha previsto un articolato processo di consolidamento strutturale, con il rinforzo e la sostituzione delle travature ammalorate, il ripristino dei solai e della copertura mediante tecniche compatibili con la struttura originaria e l’inserimento di presidi atti a migliorare il comportamento statico e sismico dell’edificio, nel rispetto delle caratteristiche tipologiche e materiche storiche.
Parallelamente al risanamento strutturale, è stato condotto un attento recupero architettonico volto a restituire leggibilità agli spazi produttivi originari: sono state ripristinate la “sala del ritrecine” e la “sala della macina”, valorizzando le tracce ancora esistenti del sistema molitorio e ricostruendo l’assetto spaziale storico dell’opificio.
Sia la progettazione architettonica che quella strutturale e l’intera gestione del cantiere sono state effettuate dallo studio Kibuz Architettura&Ingegneria di Perugia.


